Sento ripetere, ancora questa mattina da commentatori un tempo autorevoli, sul giornale di famiglia, che Silvio Berlusconi non voleva ( non avrebbe voluto ) pochi mesi or sono la guerra contro la Libia e che la colpa sarebbe del presidente francese Sarkozy e di quello italiano Napolitano, i quali lo avrebbero tirato per i capelli. Mi risparmio la facile quanto efficace battuta, perché purtroppo non c’è niente da ridere. Il bilancio, pochi mesi dopo, comunque vadano a finire le cose, è già catastrofico e potrebbe diventare drammatico, e drammatico in senso epocale: l’Italia ha di nuovo negato la propria Costituzione; ha rinnegato la propria vocazione mediterranea, a lungo perseguita in passato con profitto, sostituendola con una atlantica, grigia e dannosa; ha fatto da servo degli Americani e dei Francesi; è andata contro i propri stessi interessi economici, già ben avviati in Libia; ha fatto l’ennesima figuraccia storica, andando a colpire un capo di Stato con il quale aveva appena firmato un trattato di amicizia, ricevendolo in pompa magna; si è trovata invasa dall’emigrazione non più controllata proveniente dalle vicine coste e ne sarà invasa sempre di più. Questo, per un presunto “intervento umanitario”, che ha causato immani carneficine, ha destabilizzato un paese sovrano, con una guerra civile e comunque un’instabilità che andrà avanti chissà per quanto ancora e ha giovato soltanto ai mercanti di armi e alle multinazionali del petrolio. Ora, dire, adesso, come sento da più parti, a fronte del bilancio impressionante, ma realistico che si è delineato in tutta evidenza e che però era facile prevedere, che Silvio Berlusconi non voleva ( non avrebbe voluto ) la guerra non significa giustificarlo, significa aggravarne colpe e responsabilità. E’ questa ( questo bilancio impressionante ) un’altra concausa della fine del berlusconismo, che peserà enormemente in negativo pure sul bilancio storico che bisognerà consolidare in sede di dibattito culturale sull’uomo e sull’opera. In Italia il Presidente della Repubblica non ha poteri reali ed effettivi. A volere la guerra erano “i comunisti”, come li chiama lui. Il Presidente francese non aveva nessun modo di obbligarlo a un atto autolesionistico. E allora? C’era una sola ragione per trascinare in guerra l’Italia contro la Libia? C’è adesso una sola giustificazione per la decisione di Silvio Berlusconi?
